Lo dice la scienza. Dai retta a me.

Interessante notizia da Luigi Ferrarella sul Corriere:

l’aumento dell’esposizione (all’amianto) e quindi della dose cancerogena, che per l’unanimità degli scienziati aumenta l’incidenza del mesotelioma pleurico, accelera o no anche la latenza e quindi accorcia la vita dei lavoratori? Nel Quaderno della Salute n.15 il ministero dal 2013 risponde sì: «L’aumento dell’incidenza e l’accelerazione del tempo dell’evento sono fenomeni inestricabilmente connessi. In ambito strettamente scientifico, dopo il contributo metodologico di Berry nel 2007 la discussione in merito appare definita».

E qual’è la “genesi” di questo “Quaderno della Salute”?

due verbali del 2013 del Consiglio Superiore di Sanità mostrano che quella formulazione fu adottata su richiesta del pm (Guariniello, che ha guidato la Pubblca Accusa nel processo sull’amianto) all’allora ministro Renato Balduzzi; in vista di processi nei quali era funzionale all’accusa; senza cambiare data (2012) al Quaderno; e all’insaputa di alcuni dei 38 autori che, pur dopo lo studio del 2007 dell’americano Berry, nel Quaderno avevano invece definito la questione ancora «oggetto di dibattito».

L’articolo sembra ricostruire più una questione posta dal Procuratore (cheè “parte”, e non “terzo”), e di una certa “ansia”, da parte del Ministero, di compiacere la propsettiva da lui posta.

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Dicevamo?

Mi sta diventando un tormentone

«Lo Stato ha perso completamente il controllo del territorio nel quale scorrazzano impunemente delinquenti di tutti i colori», questo per lo «scarso rigore della magistratura» e «nonostante gli sforzi eroici di poliziotti anziani e mal pagati». (link)

«La Giunta veneta dell’Associazione nazionale magistrati resta sgomenta dinanzi alle esternazioni pubbliche del collega Angelo Mascolo, dallo stesso inviate ai giornali locali, e se ne dissocia e riservandosi di interessarne il collegio dei probiviri per le valutazioni disciplinari».

Cara giunta veneta, sgomentati per questo:

Milano, investe bimba di cinque anni sulle strisce e scappa: identificato il pirata della strada

Eh, brutto… ma capita… è, appunto, un incidente. No.

Considerate che si tratta di un italiano che… “ha un passato di gravi infrazioni al codice della strada, che hanno portato alla revoca della patente.” Lo scooter era oggetto di sequestro. E non era assicurato. Guardate la dinamica dell’incidente e ditemi se si è trattato di un accadimento imprevedibile… una vettura che si ferma davanti alle strisce pedonali per permettere a qualcuno di attraversare la strada… e quando mai?

Allora, giunta veneta?

Nobili, vassalli…

…ed i servi della gleba.

«Una decisione abnorme che riporta l’Italia al Medioevo. A fare le spese di tale decisione saranno gli utenti, le cui possibilità di scelta saranno fortemente limitate, e che senza una reale concorrenza subiranno senza dubbio rincari delle tariffe per il trasporto non di linea».

Premessa: non ce l’ho contro  i taxi. Anche se spesso molti di loro fanno di tutto per farmi cambiare idea… (link). Fino alla “scoperta” dell’acqua calda con il servizio delle Iene.

Il tutto prendendo atto che, per il tribunale di Roma il servizio Uber è concorrenza sleale ai taxi (link). Vero. Adesso non ci vorremo mica mettere a pagare le tasse, eh?

UPDATE: Poi, al solito, ci sono i barbari..

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Unfit

Respinto dalla Cassazione il ricorso di Berlusconi contro The Economist per l’articolo del 2001 nel quale si dava un giudizio negativo sulla sua idoneità a rivestire il ruolo di primo ministro. (link)

o-berlusconi-economist-570Un paese in cui occorrono (più o meno) 16 anni per stabilre una cosa del genere è un paese “unfit” a potersi chiamare “civile”. E non perché si trattava di Berlusconi, chiunque debba attendere 16 anni per un qualsiasi pronunciamento della magistratura, prova che la giustizia è allo sbando.

Mia madre, 88 anni, a maggio dovrebbe sarà in un aula di tribunale per una causa iniziata 3 anni prima della sua nascita.

Senza speranza

Leggo oggi una notizia, di quelle minime, che rappresenta in modo straordinario come sia oramai segnato il destino di un paese che sta perdendo il suo futuro, correndo appresso al nulla:

Roma, legge il giornale durante l’ingorgo: Cassazione multa vigile ‘scansafatiche’

La notizia racconta del ricorso di un vigile urbano contro la sospensione di un giorno per essere stato , durante una giornata di intenso traffico, sorpreso a leggere il giornale in una delle orribili garitte che popolano il territorio romano. La sanzione “amministrativa”, interna al Corpo della Polizia Municipale era stata confermata da un tribunale nel 2007 e, da allora, la vicenda ha girato per il sistema giudiziario sino ad arrivare alla Cassazione.

Il contrario, purtroppo

Il titolo del Corriere è chiaro:

Alemanno, udienza lampo «Dimostrerò la mia innocenza»

Pur con tutta la disistima possibile nei confronti dell’ex sindaco… è la procura a dover dimostrare la sua colpevolezza, non lui a dover provare la sua innocenza.

A noi non ci caga nessuno

Franco Bechis, e non è il solo, ha opinioni difformi dalla maggioranza della stampa italiana circa la corsa a soccorrere Concita De Gregorio ed i giornalisti dell’Unità, inseguiti da pignoramenti a beneficio di presunti diffamati.

L’occasione è stata utile per apprendere che le condanne a pagare una sanzione pecuniaria non sono appellabili.

Dispositivo dell’art. 593 Codice di Procedura Penale

3. Sono inappellabili le sentenze di condanna per le quali è stata applicata la sola pena dell’ammenda e le sentenze di proscioglimento o di non luogo a procedere relative a contravvenzioni punite con la sola pena dell’ammenda o con pena alternativa (2).