Chi cazzo vuoi che se ne accorga? Io. (41) No, tutti.

Questo è il contenuto della pagina dei “Tributi” di un comune italiano (neanche troppo piccolo), ieri 3 dicembre 2017. Azzardo una stima che qualcosa del genere accada in almeno il 50% dei comuni…

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Davvero intollerabile che si costringa il cittadino a dover calcolare da solo le tasse dovute attraverso documenti astrusi, basandosi su dati comunicati dalla Pubblica Amministrazione.

Dare i numeri. Prendere i soldi.

Premessa: il paragone tra anni non è “corretto”, ma come indicazione tendenziale corrisponde alla realtà del mercato.

Case: il valore degli immobili a Roma ha perso il 30% negli ultimi sette anni (link)

e dunque le imposte sul valore della proprietà (non sul reddito immobiliare)…

I costruttori edili: “Tasse su immobili cresciute del 143,5% in tre anni” (link)

Non bastava l’IMU

IN TESTA C’È AVVENIRE. Per quanto riguarda i contributi diretti alle imprese editoriali, a ricevere il finanziamento più sostanzioso, per le attività svolte nel 2014, è stato Avvenire, il quotidiano della conferenza episcopale italiana (Cei): ha incassato € 3.803.622,00 .

Lettera43 ci ricorda i contributi pubblici all’editoria. Un ulteriore dono, oltre all’IMU, alla Chiesa Cattolica.

Vincè, fammi capire…

Vincenzo Visco, già Ministro delle Finanze e Ministro del Tesoro, parla a Repubblica delle sue idee e fa le pulci agli annunci di Matteo Renzi:

Professor Visco, perché è inaccettabile abolire la tassa sulla prima casa?
“Perché le prime case non sono tutte uguali. La mia casa a Roma vale circa un milione, la villa di Arcore ne varrà dieci e un appartamento in periferia vale 100 o 200 mila euro. Un fisco che tratta questi patrimoni nello stesso modo è un fisco profondamente ingiusto”.

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Ci vuole la patrimoniale (su cosa?)

Con i miei fratelli abbiamo ricevuto da mio padre un immobile in eredità.. un ufficio (A/10) di circa 100 mq nel centro di Roma. Stiamo cercando di affittarlo poiché, lasciato dal precedente inquilino, è sfitto da oltre un anno in attesa di “tempi migliori”. I tempi sembrano sempre più peggiorare e dunque ci vediamo “costretti” ad adeguare le nostre pretese a quello che il mercato offre. Capita.

Ci siamo fatti due conti e abbiamo scoperto che, affittando ad un canone mensile de € 2.100,00 (mica male di questi tempi), la rendita totale, al netto delle tasse varie connesse all’immobile, è di € 546,00 circa. All’anno. Da dividersi tra i fratelli.

servi della gleba

Non cittadini, che ai cittadini (e forse anche ai sudditi) negli stati moderni viene riservato molto più rispetto di quanto ai contribuenti italiani venga dalla macchina della pubblica ammninistrazione, nelle sue varie incarnazioni.

Mi riferisco alla tassazione sulla proprietà immobiliare: molti comuni non avevano stabilito le aliquote dovute in tempo per pagare l’acconto al 16 giugno scorso. Eh, che volete, avevano tanto da fare… proroga al 16 ottobre. Ma il termine per rientrare in quella scadenza (proroga) scade domattina e pare manchino ancora oltre 3.000 comuni all’appello.

Poi, quando le aliquote saranno state fissate, il servo della gleba dovrà, nell’ordine:

  1. rilevare la rendota catastatle iscritta al 1 gennaio 2014;
  2. moltiplicarla per 1,05;
  3. moltiplicare il prodotto per un coefficente, variabile a seconda della categoria catastale, che va da 55 a 160;
  4. il prodotto è il valore catastale dell’immobile a cui andrà poi applicata l’aliquota stabilita da ogni comune per avere l’imposta da pagare;
  5. procurarsi un modello F24;
  6. compilarlo senza errori;
  7. presentarlo e pagare in banca o alla posta;

Semplice, no? Il rischio di qualche errore è in agguato, sia nel calcolo che nella compilazione. Ma – dico io – visto che si tratta di dati (tutti) noti alla pubblica amministrazione (catasto, comuni, amministrazione centrale) riferiti a beni immobili il cui trasferimento è sottoposto al pubblico registro… quale malefico sortilegio impedisce ai comuni di inviare al cittadino un modello F24 precompilato?

Piacere, Pantalone. Pago io!

Le tasse più “odiose” sono quelle sulle “cose”: sugli immobili o sulle automobili, ad esempio. Il (raro) contribuente onesto trova difficile spiegarsi come il “possesso” di un bene, che si presume acquistato con soldi onestamente guadagnati (e dunque già tassati),  debba essere annualmente (ri)tassato. E non si tratta di  imposte “leggere” come potete leggere appresso nello specchietto che elenca l’imposta ICI ed IMU degli ultimi 6 anni, per un appartamento affittato con uno dei contratti in convenzione del comune di Roma:

  • 2014 – € 5.469,96
  • 2013 – € 2.959,16
  • 2012 – € 1.809,47
  • 2011 – € 802,60
  • 2010 – € 802,60
  • 2009 – € 802,60

Si tratta dello stesso appartamento, allo stesso canone, con dentro sempre lo stesso inquilino che lo ha usato come abitazione. E non si tratta di imposta sul reddito (quella viene tassata a parte) ma di “tassa sulla proprietà”. Capisco la crisi, capisco la necessità di contribuire al risanamento… ma in 4 anni siamo al +700%

Poi, oltre a pagare uno sproposito di tasse, io devo anche sbattermi per sapere se e a quanto il comune ha deliberato le varie aliquote, mentre potrei benissimo ricevere un F24 precompilato (i dati sono tutti noti)… è davvero irritante.

Già fatto (500%)

Nei prossimi giorni dovrebbe intanto essere approvato il primo schema di decreto legislativo, quello sul catasto. Le nuove commissioni censuarie, dovranno fare la revisione delle rendite secondo le direttive della legge delega. Il criterio guida per l’attribuzione del valore catastale delle case non sarà più il numero dei vani ma i metri quadrati. E si terrà conto delle zone dove si trovano le stesse, per correggere gli squilibri attuali, con gli immobili nelle zone centrali di pregio che spesso godono di vecchie rendite, inferiori a quelle di appartamenti costruiti nelle periferie. (link)

In buona parte del Comune di Roma tali revisioni (salvo il “metro” vani/metri quadri) sono state già fatte alla fine del 2013. Sono state fatte con criteri clamorosamente arbitrari ed in spregio della logica e delle prescrizioni di legge (per modificare il clssamento di un immobile bisogna fare un sopralluogo), ma sono stati fatti.

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