I Mis(t)eri d ‘Italia

Per andare al G7 in Canada, non potendo usare la bicicletta, la delegazione italiana guidata dal premier (si fa per dire) Conte è stata costretta ad usare l’aereo. E si sono sentiti in dovere di precisare che non sono riusciti ad acquistare biglietti su voli di linea e che avrebbero usato il vecchio aereo di Stato e non quello nuovo acquistato dal governo Renzi.

Tralascio la cialtroneria di acquistare voli di linea quando si ha già la proprietà di ben 2 aerei, e rilevo un paio di cosette…

  • il “vecchio” Airbus A319 è un velivolo da corto/medio raggio con un’autonomia di 6.950 km ed una velocità  di crociera di 829 km/h
  • Il “nuovo” Airbus A340 ha un utilizzo sul lungo raggio, con un’autonomia (minima) di 13.350 km ed una velocità di crocera di 1.004 km/h.

Vincente la scelta di un corto raggio vecchio, che con una velocità inferiore, ti costringe anche ad una tterraggio ed un decollo in più per rifornirsi di carburante!

Come mai abbiamo 2 aerei di Stato? Semplice… il vecchio è talmente obsoleto da non trovare acquirenti.

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Ma de che?

La prevalente reazione alla decisione di Mattarella di non cedere sul nome di Savona, con il conseguente “ritiro” del governo Conte, ha scatenato un’enorme quantità di reazioni, alcune favorevoli, ma per la maggior parte contrarie. La maggioranza dei contrari esprime concetti riassunti nelle parole (si fa per dire…) di Diego Fusaro, pubblicate da Il Fatto:

È colpo di Stato. A tutti gli effetti, senza se e senza ma. La dittatura dei mercati speculativi e dell’Unione Europea è ormai palese e sotto gli occhi di tutti. È un dato di fatto che non può essere smentito. Hanno rovesciato il governo. Hanno respinto la scelta democratica del popolo italiano. Milioni di voti cestinati.

Colpo di stato de che? Hanno rovesciato il governo? Hanno respinto la scelta democratica del popolo italiano? Milioni di voti cestinati? Ma i voti li ha cestinati Mattarella o chi, dopo essersi scambiato per anni cortesie simili, ha proposto di fare un governo assieme ad un partito contro cui era in lizza?

La scelta democratica?Ma scherziamo? M5S e Lega erano su schieramenti opposti, non alleati.

Punto. A capo.

Forse sono un po’ prevenuto e, forse, molti altri al suo posto, avrebbero detto le stesse cose… ma sentire Alessandro Di Battista che commentava i risultati con un “Adesso tutti quanti dovranno venire a parlare con noi” mi faceva pensare più a Don Vito Corleone che a De Gasperi. Speriamo bene.

i 7 cessi dei 7 colli

Artribune la tocca piano sull’assessora Pinuccia Montanari e la gestione 5 Stelle del Comune di Roma:

I sette cessi di Roma. Riparare una toilette, appenderci un quadro e farne un’impresa epica (link)

E Romafaschifo entra in ulteriori particolari… (link)

mala tempora

Aldo Grasso scriveva l’altro giorno:

Che un giornalista avveduto come Emilio Carelli parli di trasparenza, merito e competenza a proposito di un movimento gestito da un’azienda privata (la Casaleggio Ass. attraverso l’Associazione Rousseau) che impone ai soci multe anticostituzionali in caso di dissenso e bavaglio alle interviste, lascia perplessi.

Anch’io sono perplesso. Molto. E più mi pongo dubbi e domande, e più trovo inquietanti risposte. Come la vicendda che vedrebbe il M5S impegnato a cambiare lo Statuto del Comune di Roma (Roma Capitale… o comecazzosichiama) per annullare gli effetti dei referendum popolari, consentendo all’amministrazione di proporre un “contro-referendum”, che però avrebbe delle particolarità di non poco conto…

“Questa nodifica introduce di fatto un contro-refendum, con il consiglio comunale e la giunta che si mettono in competizione con i cittadini che chiedono di cambiare: nel nostro caso più di 30mila romani. Oltretutto, mentre il quesito proposto dai cittadini deve passare un vaglio di ammissibilità, per quello di giunta e di consiglio nulla si dice. Per cui se dovesse risultare ingannevole, non verrebbe rilevato”.
Esempio. Il referendum radicale chiede se si vuole affidare tramite gara il servizio del trasporto pubblico locale. La giunta Raggi potrebbe domandare: ” Volete che il servizio resti pubblico?”, senza che nessuno possa obiettare. Un trucco per vincere facile. (link)

Ed a proposito del trasporto pubblico e del referendum che chiede di affidare a gara il servizio pubblico (non di privatizzarlo, di farlo eseguire ai privati, secondo quanto deciso dalla P.A.), appare quantomeno discutibile la decisione del Comune di prorogare l’affidamento del servizio alla barcollante ATAC, proprio nei giorni in cui il Comune avrebbe dovuto stabilire la data in cui tenere il referendum, che da tempo ha passato ogni vaglio o controllo. (link)