Ma non dovevamo vederci più?

Simone Canettieri parla alle buche di Roma… ci scherza su nel pezzo su Il Messaggero… ve lo ricordate l’intervento sperimentale per la ricopertura delle buche nelle strade di Roma? Dai, sono passati solo due giorni… ma sono bastati:

Roma, flop dell’asfalto “magico”: dopo 24 ore è già sbriciolato (link)

 

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i 7 cessi dei 7 colli

Artribune la tocca piano sull’assessora Pinuccia Montanari e la gestione 5 Stelle del Comune di Roma:

I sette cessi di Roma. Riparare una toilette, appenderci un quadro e farne un’impresa epica (link)

E Romafaschifo entra in ulteriori particolari… (link)

mala tempora

Aldo Grasso scriveva l’altro giorno:

Che un giornalista avveduto come Emilio Carelli parli di trasparenza, merito e competenza a proposito di un movimento gestito da un’azienda privata (la Casaleggio Ass. attraverso l’Associazione Rousseau) che impone ai soci multe anticostituzionali in caso di dissenso e bavaglio alle interviste, lascia perplessi.

Anch’io sono perplesso. Molto. E più mi pongo dubbi e domande, e più trovo inquietanti risposte. Come la vicendda che vedrebbe il M5S impegnato a cambiare lo Statuto del Comune di Roma (Roma Capitale… o comecazzosichiama) per annullare gli effetti dei referendum popolari, consentendo all’amministrazione di proporre un “contro-referendum”, che però avrebbe delle particolarità di non poco conto…

“Questa nodifica introduce di fatto un contro-refendum, con il consiglio comunale e la giunta che si mettono in competizione con i cittadini che chiedono di cambiare: nel nostro caso più di 30mila romani. Oltretutto, mentre il quesito proposto dai cittadini deve passare un vaglio di ammissibilità, per quello di giunta e di consiglio nulla si dice. Per cui se dovesse risultare ingannevole, non verrebbe rilevato”.
Esempio. Il referendum radicale chiede se si vuole affidare tramite gara il servizio del trasporto pubblico locale. La giunta Raggi potrebbe domandare: ” Volete che il servizio resti pubblico?”, senza che nessuno possa obiettare. Un trucco per vincere facile. (link)

Ed a proposito del trasporto pubblico e del referendum che chiede di affidare a gara il servizio pubblico (non di privatizzarlo, di farlo eseguire ai privati, secondo quanto deciso dalla P.A.), appare quantomeno discutibile la decisione del Comune di prorogare l’affidamento del servizio alla barcollante ATAC, proprio nei giorni in cui il Comune avrebbe dovuto stabilire la data in cui tenere il referendum, che da tempo ha passato ogni vaglio o controllo. (link)

oh, ssi, moro..

Screenshot 2017-12-29 10.32.47.pngIl gioco di poarole non è un gran che, d’accordo, ma serve ad introdurre un riquadrino dalla homepage romana del Corriere di oggi che, temo involontariamente, rappresenta la straordinaria follia del paese in cui viviamo e della ciità che ne è la capitale: in quale altro paese del mondo si può immaginare di regolamentare gli abusivi, invece di sanzionarli?

De minimis…

De minimis non curat praetor

In senso figurato, indica il fatto che colui che ricopre alte cariche non si occupa delle inezie. Il detto può essere usato anche per evidenziare sarcasticamente la negligenza di qualche superiore che, oltre le cose piccole, non cura nemmeno le grandi.

Roma, due ore di attesa per un bus: passeggeri esasperati bloccano un’altra vettura (link)

Peggio di così?

“VOLETE VOI CHE, A DECORRERE DAL 3 DICEMBRE 2019, ROMA CAPITALE AFFIDI TUTTI I SERVIZI RELATIVI AL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE DI SUPERFICIE E SOTTERRANEO OVVERO SU GOMMA E SU ROTAIA MEDIANTE GARE PUBBLICHE, ANCHE A UNA PLURALITÀ DI GESTORI E GARANTENDO FORME DI CONCORRENZA COMPARATIVA, NEL RISPETTO DELLA DISCIPLINA VIGENTE A TUTELA DELLA SALVAGUARDIA E LA RICOLLOCAZIONE DEI LAVORATORI NELLA FASE DI RISTRUTTURAZIONE DEL SERVIZIO?”

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