venghino siori, vadino…

Ancora una volta a Roma si dimostra che il confine tra dramma e farsa è sottilissimo:

Roma, Raggi: “Ipotesi per Fontana di Trevi, turisti passino senza fermarsi”

Dopo le polemiche per la folla che assiepa il gioiello barocco, la sindaca lancia l’idea del passaggio no-stop (link)

E se le cose non miglioreranno si pensa ad una benda su un occhio.

Roma, Kaput mundi

Minuzie (non sempre) romane:

La frana che minaccia il quartiere Parioli, che da 10 anni è lì, in attesa di… (link)

I vigili (883) improvvisamente malati a capodanno, che la giustizia “riconosce” (assieme ai medici) come “truffatori”… ma non riesce a punire. (link)

Le farmacie comunali che, dopo anni di disastri (qui, nel 2015), pare adesso vedano un utile operativo ed una diminuzione del debito. E dunque si caccia chi le stava amministrando bene. (link)

Piove, governo ladro?

Roma abbandonata, e i suoi tesori muoiono sotto la pioggia

Oltre il caso del Teatro Valle, ci sono altre centri culturali abbandonati a se stessi. Basta un po’ di pioggia per travolgere musei e gallerie, e la giunta Raggi non riesce a fare nulla

Flavia Perina mette a nudo su LINKIESTA le folli inefficienze di Roma, stavolta si occupa di arte, e di pioggia. Ma i problemi – che esplodono durante la sindacata 5Stelle – hanno origini ben più lontane, in periodi in cui lei faceva (legittimamente) politica attiva.

Calvino, Gengis Khan, a casa mia

Il Bieco illuminista pubblica il filmato che vedete qui sotto. Si tratta della (meravigliosa) presentazione di alcune architetture romane che straordinariamente simboleggiano la meraviglia e, allo stesso tempo, l’orrore di questa città. Si tratta, per una persona come me, che ha l’età per aver visto alcuni di questi luoghi nel fulgore delle loro “esistenze” od addirittura, averne seguito la “gestazione” e la costruzione… di una coltellata in petto che riporta alla mente lo spreco di denaro e di “spazio” che questa città ritiene di poter impunemente affrontare. Vedo la Città dello Sport di Calatrava, capitolo mancante alle Città Invisibili di Calvino, vedo lo Stadio Flaminio che sembra più un pascolo per pecore che un’arena di sport, un pascolo buono per rifocillare i cavalli dei Mongoli del Gran Khan, e penso a quei bellimbusti che ci vogliono convincere che… no, questa volta, davvero, per le Olimpiadi di Roma 2024 non ci saranno sprechi. Giuro.

Viva la differenza!

C’è chi usa McDonald per valutare le economie mondiali, io uso Bruce Springateen per conforntare Roma e Milano.

Milano:

  • autobus pubblici gratuiti per i possessori del biglietto del concerto;
  • orario dei trasporti pubblici prolungato sino alle 2:00 (fine concerto stimata a mezzanotte);
  • fermata della metropolitana davanti allo stadio Meazza;

Roma:

  • trasporti pubblici a pagamento;
  • gli autobus pubblici smettono a mezzanotte. Si, esattamente alla fine del concerto;
  • la metropolitana chiude alle 01:30, ma la stazione davanti al luogo del concerto chiude alle 21:00 e riapre il mattino seguente alle 05:30.

Roma. Città morta.

Interessante prospettiva su Roma di Flavia Perina, da Linkiesta.

Roma, che non riesce a essere Milano o Torino per pulizia e civiltà di comportamenti, vorrebbe essere all’improvviso Ginevra o Losanna, ma non quelle vere: una Ginevra o una Losanna immaginarie, dove sono tutti ricchi…