Nobili, vassalli…

…ed i servi della gleba.

«Una decisione abnorme che riporta l’Italia al Medioevo. A fare le spese di tale decisione saranno gli utenti, le cui possibilità di scelta saranno fortemente limitate, e che senza una reale concorrenza subiranno senza dubbio rincari delle tariffe per il trasporto non di linea».

Premessa: non ce l’ho contro  i taxi. Anche se spesso molti di loro fanno di tutto per farmi cambiare idea… (link). Fino alla “scoperta” dell’acqua calda con il servizio delle Iene.

Il tutto prendendo atto che, per il tribunale di Roma il servizio Uber è concorrenza sleale ai taxi (link). Vero. Adesso non ci vorremo mica mettere a pagare le tasse, eh?

UPDATE: Poi, al solito, ci sono i barbari..

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È colpa di Uber

Roma, ai nostri giorni:

Da Colosseo a piazza di Spagna per 45 euro, tassista denunciato

l conducente, già conosciuto dai vigili urbani per episodi simili, è stato denunciato per il reato di truffa aggravata e segnalato al Dipartimento per la Mobilità per eventuali provvedimenti disciplinari.

Come sarebbe a dire “eventuali provvedimenti disciplinari” ? Se il fatto troverà conferme il conducente dovrà vedere la licenza immediatamente revocata. E, allo stesso modo,  chi non l’ha cacciato ai primi episodi ne dovrebbe rispondere. (link)

Chiare le responsabilità del sindaco Marino.

Investite nel nostro belpaese (‘na cippa)

Una società americana – una di quelle “nuove”, una startup – decide di investire in Italia (e non solo). Si tratta di una società “grossa”, molto, ma proprio molto molto. Diciamo che capitalizza circa 50 miliardi di dollari. Si, miliardi. E noi che facciamo? Ci freghiamo le mani tutti contenti? No. Protestiamo.

Si tratta di Uber, che in questi giorni ha silurato il GM italiano per il mancato raggiungimento degli obiettivi (si tratta della donna che fu indicata come prostituta – con tanto di indirizzo di casa – dalle civili proteste dei taxi milanesi).