Nobili, vassalli…

…ed i servi della gleba.

«Una decisione abnorme che riporta l’Italia al Medioevo. A fare le spese di tale decisione saranno gli utenti, le cui possibilità di scelta saranno fortemente limitate, e che senza una reale concorrenza subiranno senza dubbio rincari delle tariffe per il trasporto non di linea».

Premessa: non ce l’ho contro  i taxi. Anche se spesso molti di loro fanno di tutto per farmi cambiare idea… (link). Fino alla “scoperta” dell’acqua calda con il servizio delle Iene.

Il tutto prendendo atto che, per il tribunale di Roma il servizio Uber è concorrenza sleale ai taxi (link). Vero. Adesso non ci vorremo mica mettere a pagare le tasse, eh?

UPDATE: Poi, al solito, ci sono i barbari..

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Investite nel nostro belpaese (‘na cippa)

Una società americana – una di quelle “nuove”, una startup – decide di investire in Italia (e non solo). Si tratta di una società “grossa”, molto, ma proprio molto molto. Diciamo che capitalizza circa 50 miliardi di dollari. Si, miliardi. E noi che facciamo? Ci freghiamo le mani tutti contenti? No. Protestiamo.

Si tratta di Uber, che in questi giorni ha silurato il GM italiano per il mancato raggiungimento degli obiettivi (si tratta della donna che fu indicata come prostituta – con tanto di indirizzo di casa – dalle civili proteste dei taxi milanesi).

Nuovi passi verso il paleolitico

Si butta sul sarcasmo il giudice di Milano che, ribaltando un pronunciamento di un giudice di pace, ha condannato un autista Uber (non UberPop), incluso fermo amministrativo dell’auto.

«Non può certo ritenersi (…) che l’iPhone sia l’autorimessa e Uber la segretaria che passa le chiamate (…)»

Prevale la lettera delle previsioni sulla figura dello NCC secondo cui l’autista deve ricevere la chiamata “fisicamente” all’interno di un’autorimessa. (link)

Qui, per i più depravati, il regolamento del Comune di Roma (era Alemanno, eh).

Egalité e Fraternité. E basta.

La Liberté si è sfranta contro le reazioni dei francesi contro UberPop.

LAPR0832-kS3E-U430901073505695NDF-1224x916@Corriere-Web-SezioniMa la magistratura è intervenuta ed ha fermato due persone per “attività illegali”. Sono due dirigenti di UberPop. Congratulazioni vivissime. (link)

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Uber serve (a fa paura)

Uber, il tanto vituperato servizio di auto a noleggio “easy”, almeno un risultato buono l’ha ottenuto. Lo vedi che un po’ di sana concorrenza fa bene? A tutti.

Dopo aver effettuato la registrazione, l’utente comincerà ad effettuare le prenotazioni, definendo anche le caratteristiche della vettura richiesta come numero di posti, tipologia (berlina, station wagon), lingua del tassista. La prenotazione potrà essere annullata direttamente dall’applicazione, mentre una volta completata l’operazione, l’utente riceverà una notifica con sigla della vettura e tempo di arrivo.

Certo il tassametro scatta sempre quando prenoto e non quando salgo in macchina, ma è comunque un inizio

Taxi Driver

Finiranno con lo spararsi davvero… ma la lotta dei taxi contro Uber sembra sempre più una lotta di retroguardia mirante alla conservazione del “privilegio”, reazione istintiva (e comprensibile) di chi si accorge improvvisamente che il mondo è cambiato.

Interessante ed istruttivo pezzo sul Corriere.it: apprendiamo chea Milano è stato pubblicato un bando, andato a vuoto, sul numero unico (software, gestione e manutenzione) di chiamata taxi.

«I radiotaxi sono uniti , noi offriamo a costo zero all’amministrazione una app e un numero unico».

Benedetti ragazzi, ma non avete proprio capito che l’app non è la soluzione, è un mezzo. Il taxi arriva a sorpresa (una Mercedes E od una Fiat Tipo è la staessa cosa?) con il tassametro che ha già “incamerato” una corsa che io non ho fatto, e poi magari non accetta bancomat o carte di credito. Ed il servizio va offerto ai clienti, non al comune…

Conciliante la chiusa del pezzo: «Senza di noi non si fa nulla». (Are you talkin’ to me?)