The Musical Week (28)

Tra qualche giorno si esibirà a Roma Roger Daltrey, voce solista di The Who. Eseguirà – da solista, senza The Who (che poi ne è rimasto solo un altro: Pete Townsend) – Tommy per intero, più altri successi.

Ho visto The Who suonare dal vivo per la prima volta a Londra, alla fine del 1979 (e Keith Moon era già morto), chiudere una straordinaria serata di beneficenza organizzata da Paul McCartney. La sera dopo erano ancora sul palco, ma non come band, a suonare con Sir Paul come Rockestra. Rivisti dopo qualche mese a Zurigo con Gianni e Marco (e Zat tra il pubblico). Splendidi ricordi.

E per salvaguardare quei ricordi, per tacere del biglietto a circa € 90,00, mi asterrò dal presenziare. Long live rock!

Il giorno della Memoria

..riscrivo le solite cose..

Non solo gli uomini sono stati capaci di organizzare e mettere in pratica lo sterminio, l’Olocausto, la Shoah, ma abbiamo pure avuto bisogno di istituire la “Giornata della memoria”…, non si sa mai, qualcuno non dovesse ricordare, o credere. Che miseria.

(Eric Schwab/AFP/Getty Images)

Il 18 aprile 1945, dopo l’ingresso degli alleati a Lipsia, i lavoratori della fabbrica Thekla – nella periferia della città, furono rinchiusi in un capannone e bruciati vivi con delle bombe incendiarie. Quelli che riuscirono a scappare furono ammazzati sul filo spinato.

Ma a che serve, dottò?

La sortita, invero poco felice, del viceministro Martone

“Chi si laurea dopo i 28 anni è uno sfigato”

mi pare chiaramente rivolta a tutti coloro che, non impegnati da un impiego a tempo pieno o non impediti da malattie o simili, affrontano il percorso universitario con flemma tale da avere bisogno di oltre 10 anni per concludere un corso di laurea solitamente quinquennale.

Ho sempre ritenuto l’Università (così come è strutturata oggi) una sorta di fabbrica dei disoccupati, guardo con perplessità a tutte quelle matricole che si iscrivono senza avere una minima idea di cosa volere (e potere) fare nella vita. Ho una forte perplessità sul fatto che “il pezzo di carta” serva sempre… e l’enorme percentuale di abbandono (le matricole che non arrivano a chiudere il loro ciclo di studi) conforta i miei sospetti.

Come tutte le “medie statistiche” anche in questo campo ci sono le dovute e comprensibili eccezioni – ovviamente – ma mi domando se un neolaureato ultratrentenne (magari sposato con figli) sia davvero “uguale” ad un neolaureato di 23 anni.

Poi ho letto una notizia e mi sono confermato pienamente nelle mie perplessità. Avevi così tanta voglia di scrivere Dottore davanti al tuo nome? Adesso puoi dedicarti ad un’altra professione (magari!) o continuerai a fare quello che facevi prima? Eri ministro prima e lo sei rimasto dopo… Gianni!

Ebbravo Pietro

Il Signor Pietro Mennea perdonerà la confidenza che mi prendo ma, nelle “nostre” epoche d’oro mi ha tanto entusiasmato da sentirlo come un “amico”. Qui leggete quel che ho scritto di Mennea e poi potrete apprezzare quanto egli sostiene circa la candidatura italiana alle Olimpiadi 2020:

«Guadagno privato con investimento pubblico. Ma le Olimpiadi ci sono ogni quattro anni, e se Roma salta quelle del 2020 non è che poi non le può più organizzare. Il problema, semmai, è ridiscutere quest’evento che dura appena quindici giorni. Rivederlo dalle fondamenta e ridimensionarlo, non essendo più associabile ad alcun valore di utilità sociale. Il gigantismo è la malattia che affligge da decenni i Giochi olimpici, e ha messo in ginocchio paesi come la Grecia, dopo Atene 2004. Non solo. La stessa Cina, per Pechino 2008, ha subìto una forte recessione e la svalutazione della moneta. Durante le Olimpiadi la Borsa ha perso il 50 per cento, gli 800 alberghi che aspettavano un milione di turisti hanno fatto un mezzo flop. A Barcellona, Olimpiade presa a modello da tutti, dall’86 al ’92 i prezzi delle case aumentarono dal 240 al 270 per cento. Soltanto Atlanta non ha pagato prezzi altissimi, e solo perché costruì pochissime strutture».

Da questo punto di vista Roma non potrebbe partire un po’ avvantaggiata? 
«Parliamo allora di Tor Vergata. Che fine ha fatto? Ci vogliono 500 milioni di euro per realizzare il progetto: chi li tira fuori, da dove si prendono?».

Mennea, trent’anni fa, quando correva aveva di fronte, tra i dirigenti, Carraro, Pescante, Petrucci, Pagnozzi. Oggi, 2012, si occupano di Roma 2020 Carraro, Pescante, Petrucci, Pagnozzi… 
«Tipico dell’Italia, purtroppo. Pensi che Sebastian Coe, ex campione del mezzofondo, è stato messo alla guida del comitato organizzatore di Londra 2012 a soli 45 anni. Che le devo dire? Nessuno discute la bravura dei nostri dirigenti. Ma forse ci toccherà vederli ultraottantenni ai Giochi del 2020 sempre attaccati alla poltrona…».

Qui il testo del Corriere.it

Tracciami questo…

Il Prof. On. Senat. a Vit. Pres. del Cons. Mario Monti, alfiere della tracciabilità nei pagamenti, non ne sarà responsabile… è che a certi piccoli soprusi siamo oramai assuefatti e non ci fa più caso nessuno. O quasi.

Il “bollo auto” è da qualche anno una “tassa di possesso”, una “patrimoniale”, una tassa sul mero possesso di un bene, indipendente dal suo effettivo valore. Che non esista un modo per pagare una tassa senza dover pagare anche il servizio ad un soggetto terzo (ACI, Poste, Lottomatica…) è di per se abbastanza seccante… quello che diventa intollerabile è che l’ACI esiga un “pizzo” dell’ 1,2%. Taglieggiamento a cui possono sottrarsi i soci ACI.

Riassumo: paghi un sovrapprezzo (oltre al costo di esazione) per poter pagare una tassa, ma se ti iscrivi ad un club privato puoi farne a meno.

il “costo” del lavoro

Un articolo del NYTimes sulla Apple ci da modo di capire come il vero vantaggio del delocalizzare la produzione in oriente (Cina) non stia tanto nel mero costo orario della mano d’opera.

La Apple si trovò a dover ridisegnare e cambiare il vetro anteriore dell’iPhone a poche settimane dalla messa in commercio. I nuovi schermi arrivarono in fabbrica intorno a mezzanotte, un funzionario della fabbrica fece svegliare 8.000 dipendenti che erano nei dormitori, li fornì di un biscotto ed una tazzza di tè e li mise sotto ad un turno di 12 ore. Nel giro di 3 giorni la produzione era a 10.000 pezzi giornalieri.

Ci può essere concorrenza a ciò?

The Musical Week (27)

La funzione Genius di iTunes è semplicemente meravigliosa… basta indicare una canzone e scandaglia la libreria musicale per cercare brani che “vadano d’accordo” con quello indicato.

È attraverso questa funzione che ieri sono spuntati fori dall’archivio della memoria The Sweet, band glam rock primi anni ’70 di bel rock “semplice”, di quelli da battere il tempo con la testa. Uno dei primi dischi mai comprati… conflitto d’interessi affettivo.

Gioco, partita, incontro.

iBook2, iBook Author e iTunes U, le nuove App di Apple per il settore Eduction credo daranno un colpo mortale a come un tempo si concepiva la scuola (nel filmato americano si parla degli anni ’50, mentre da noi è quasi contemporaneità…).

Alla fine del secolo scorso Prince cantavaI’ve seen the future and it will be,
I’ve seen the future and it works“. Ecco, era oggi.

Il video sarà incorporato appena disponibile.